Agenzia investigativa Torino

Indagini Stalking

Investigatore Privato Torino: L'indagine per Stalking

Agenzia investigativa Torino

Quasi ogni giorno ormai le cronache raccontano episodi di persone vittime di violenze, di molestie e di atti persecutori, che spesso finiscono in tragedia. Un esempio concreto e per niente banale sono i comportamenti assillanti subiti dagli ex partner, i quali non si rassegnano al termine della relazione e individuano in questo tipo di condotte deviate un mezzo per restare presenti nella vita di una persona che ormai ha deciso di chiudere definitivamente con loro. All’inizio la situazione può essere vista come un semplice fastidio, come una lieve preoccupazione o come un banale timore, ma nel lungo periodo le conseguenze di tali atteggiamenti potrebbero essere molto importanti.

Spesso alle telefonate o ai messaggi iniziali, più o meno insistenti, seguono appostamenti e pedinamenti; violenze o minacce di atti violenti futuri. Tutti questi comportamenti portano a vivere la vittima in una condizione di ansia e di preoccupazione per la propria incolumità perenne, perdendo conseguentemente la serenità.

Tali comportamenti persecutori molto spesso vengono commessi dal partner o dall’ex partner della vittima, ma possono essere ravvisati anche in altri soggetti, dato che chiunque può essere protagonista di un atteggiamento persecutorio. Sono altresì alte le possibilità che da una situazione di stalking iniziale, già molto grave di per sé, si passi ad episodi più pesanti, ovvero a reati più gravi come lesioni fisiche, stupro, o addirittura omicidio. In Italia l’aiuto alle vittimi dello stalking è arrivato in maniera tardiva. Solo nel 2009 infatti il nostro ordinamento giuridico ha riconosciuto il reato di stalking.

Lo stalking è un reato disciplinato dall’art. 612-bis del Codice Penale che, rubricato con la locuzione atti persecutori, recita: ” Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.” Successivamente segue: “La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici. La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata. L’articolo infine termina così: “Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all’articolo 612, secondo comma. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio”.

In pratica, quando si parla del reato di “stalking” si fa riferimento a tutto l’insieme degli atti persecutori che minano la serenità di un individuo e che generano in lui stati d’ansia e di timore fino a portarlo a temere per la propria incolumità e per quella dei suoi congiunti.

Lo stalking è quindi un reato abituale caratterizzato dalla volontà di reiterare minacce o molestie o altri comportamenti intimidatori per un certo lasso di tempo, in modo seriale. Il legislatore ha inserito nel 2009 questa norma nell’ordinamento, al fine di fornire una tutela penale per tutte quelle ipotesi sopra menzionate che risultano particolarmente lesive della libertà psichica e morale del soggetto.

Le molestie che configurano gli atti persecutori punibili ai sensi dell’art. 612 bis c.p. sono varie: pedinamenti, continui passaggi sotto l’abitazione, appostamenti nei luoghi in cui frequenta abitualmente la vittima, telefonate anonime, invio di messaggi anonimi, invio di “sms” e di messaggi di posta elettronica o postati sui cosiddetti “social network”, minacce verbali, biglietti lasciati nell’auto, scritte sui muri, danneggiamenti, reiterati apprezzamenti che si manifestando con il mandare dei baci, con inviti a salire a bordo del proprio veicolo e nell’indirizzare sguardi insistenti e minacciosi, nonché la divulgazione sul web di filmati ritraenti rapporti sessuali intrattenuti dall’autore del reato con la vittima.” (Cass. n. 11945/2010 e Cass. n. 32404/2010)

Lo stalking quindi si configura in diverse modalità tra loro differenti. Tutte queste modalità sono accomunate dal fatto che sono capaci di alterare la quiete e la serenità della vita del soggetto che le subisce.

Con la sentenza n. 46179/2013 della Suprema Corte di Cassazione, in tema di atti persecutori, si è stabilito che la prova del nesso causale tra la condotta minatoria o molesta e l’insorgenza degli eventi di danno alternativamente contemplati dall’art. 612 bis c.p. (perdurante e grave stato di ansia o di paura; fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto; alterazione delle abitudini di vita), non può limitarsi solamente alla dimostrazione dell’esistenza dell’evento, né collocarsi sul piano dell’astratta idoneità della condotta a cagionare l’evento, ma deve essere concreta e specifica, dovendosi tener conto della condotta posta in essere dalla vittima e dei mutamenti che sono derivati a quest’ultima nelle abitudini e negli stili di vita.

Questa sentenza, fa riferimento all’ipotesi in cui le condotte subite dalla persona offesa, la costringano a cambiare le proprie abitudini di vita quotidiana. Ciò si verifica ogni qual volta si sia in presenza di un mutamento significativo e continuo per un apprezzabile lasso di tempo dell’ordinaria gestione della vita quotidiana, quale può riconoscersi, ad esempio, nell’avvertita necessità, da parte della vittima, di utilizzare per i propri spostamenti percorsi diversi da quelli abituali, oppure di modificare gli orari per lo svolgimento di determinate attività, come pure di cessarle del tutto, o ancora di staccare gli apparecchi telefonici nelle ore notturne. In breve, si tratta di esempi che rimarcano una profonda destabilizzazione della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima.

Sempre inerente il reato di stalking, la Sezione V Penale della Cassazione, con sentenza n. 6417/2010, ha stabilito che sono sufficienti anche due soli episodi di molestie per concretare la reiterazione e per configurare quindi il reato stesso.

Ipotizzando sempre che le condotte di minaccia o molestia devono essere “reiterate”, tali da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura nella vittima, quindi un fondato timore per la propria incolumità o per quella di persone vicine o, che siano tali da costringere la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita giornaliera, la Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato nella seguente sentenza che il termine “reiterare” indica la ripetizione di una condotta una seconda volta ovvero più volte con insistenza. Si evince quidni  che anche due sole condotte bastano a concretare la famosa reiterazione di cui la norma parla per veder configurato il reato di stalking.

Un passo essenziale e per niente scontato è non negare il problema. Spesso infatti, dal momento che nessuno vuole passare come una “vittima”, si tende ad evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per non vedere in maniera oggettiva il pericolo sottovalutandolo e assecondando involontariamente le azioni dello stalker. Il primo passo da fare è sempre quello di riconoscere il problema e di adottare delle precauzioni per affrontare questa seria difficoltà. Successivamente aver denunciato il fatto alle forze dell’ordine, potrebbe essere utile assumere un’agenzia investigativa a Torino, la quale attraverso i propri investigatori privati, raccoglie prove eloquenti al fine di sporgere una eventuale querela maggiormente attendibile.

Agenzia investigativa Torino: Affidarsi ad Argo

INVESTIGATORE PRIVATO Torino

Il lavoro d’indagine investigativa di natura difensiva da parte dell’investigatore privato autorizzato dalla Prefettura risulta essere di estrema utilità e costantemente va ad affiancare e ad integrare le investigazioni condotte dalle forze dell’ordine.

L’investigatore privato Torino è quindi essenziale nei casi di stalking al fine di reperire prove video-fotografiche utilizzabili successivamente in sede giudiziaria e di supporto alle forze dell’ordine. Un’investigazione privata, condotta da un investigatore privato Torino, è utile soprattutto a salvaguardare la propria incolumità e a far valere i propri diritti in sede giudiziaria.

L’agenzia investigativa di Torino Argo, attraverso il proprio team di investigatori privati qualificati, fornisce tutto l’aiuto possibile ed il supporto necessario per affrontare insieme alla vittima di stalking questi eventi che comunque incidono pesantemente nella vita di una persona.

La persona che commette questi atti persecutori, ovvero il c.d. stalker, può essere una persona seriamente disturbata e pericolosa, capace di compromettere il reale svolgimento della quotidianità a colui o colei che lo subisce. È fondamentale non sottovalutare il problema e riconoscere subito i pericoli, intervenendo quanto prima per porre fine a comportamenti persecutori e violenti. Gli Ufficiali dei Carabinieri in congedo che compongono lo staff dell’agenzia investigativa Argo, sapranno far fronte a un problema così serio e complesso come lo stalking.

Prima di denunciare lo stalking è sempre opportuno e consigliabile affidarsi a dei professionisti come un investigatore privato a Torino di Argo, al fine di capire le azioni più opportune da effettuare.

I nostri investigatori privati di Torino intervengono cercando di assumere quanti più elementi di prova possibili, procedendo all’ identificazione dell’autore degli atti persecutori.

La nostra agenzia investigativa raccoglie prove legalmente valide sul reato di stalking in tutta Italia e all’estero con la massima riservatezza e segretezza, comprovando gli atteggiamenti che determinano lo stalking per mezzo di foto e filmati e cercando testimonianze utili in sede giudiziale.

L’agenzia investigativa Argo, attraverso i propri investigatori privati di Torino, offre altresì una consulenza inerente i comportamenti da prendere e adottare sugli accorgimenti anti stalking da tenere, onde evitare di soffrire i danni fisici e materiali portati da persone poco equilibrate.

Per contrastare lo stalking consigliamo sempre di iniziare con un’investigazione privata, la quale consiste in un contro pedinamento di protezione. Nel corso dell’espletamento dell’investigazione privata si monitorerà costantemente sia il cliente che la persona accusata del reato, documentando i comportamenti, gli spostamenti e quant’altro attinente al mandato conferito attraverso il materiale fotografico e successivamente ostacolando eventuali atteggiamenti minacciosi per l’incolumità del cliente.

Durante l’investigazione privata, saranno analizzati altresì tutti gli elementi che potrebbero costituire una potenziale minaccia cercando di offrire valide soluzioni al problema in atto (accertamenti su veicoli e persone sospette, informazioni su fatti e circostanze che interessano il caso, pianificazione di percorsi sicuri, analisi dei fattori di rischio, elaborazione di procedure antisequestro, ecc.). Se si configurerà il reato sopra menzionato, l’agenzia investigativa di Torino Argo, con il consenso della p.o., collaborerà con le autorità preposte dapprima segnalando la notizia di reato e poi intervenendo in modo sinergico con le forze di Polizia.

Al termine dell’indagine espletata dall’investigatore privato Torino, sarà consegnata una relazione dettagliata contenente lo svolgimento dei fatti avvenuti nel corso dell’investigazione privata unitamente a tutte le prove ottenute (foto, video, dichiarazioni rese da eventuali testimoni, ecc.). Il rapporto investigativo diverrà così strumento indispensabile per la persona che si trova a dover procedere per vie legali per chiedere ed ottenere la cessazione delle vessazioni subite.

L’agenzia investigativa di Torino Argo, espleterà l’investigazione privata con tutto il suo team multidisciplinare, ivi compresa la sezione “Legal” attraverso la quale sarà più facile circoscrivere gli obiettivi da raggiungere.